Post

Saxony-Anhalt, the Vote That Could Reshape Germany’s Political Balance

Saxony-Anhalt, the Vote That Could Reshape Germany’s Political Balance By Paolo Falconio  The polls in Saxony-Anhalt have become the focus of attention far beyond the borders of this eastern German state. The regional election taking place today, Sunday, September 6, is not merely about the composition of the next Landtag. It is also a major test for Friedrich Merz’s government and, more broadly, for the resilience of Germany’s political system in the face of the rise of Alternative für Deutschland (AfD). The first significant indicator is voter turnout. By 2 p.m., 54.4% of eligible voters had already cast their ballots, compared with just 27.1% at the same time during the 2021 regional election. The near doubling of participation highlights the extent to which this election is being perceived as politically consequential. Yet it is the prospect of a strong AfD performance that makes the Saxony-Anhalt vote potentially historic. Polls conducted before the election put the party, led...

Sassonia-Anhalt, il voto che può cambiare gli equilibri della Germania

Sassonia-Anhalt, il voto che può cambiare gli equilibri della Germania Di Paolo Falconio  Le urne della Sassonia-Anhalt si trasformano oggi in un laboratorio politico destinato a essere osservato ben oltre i confini del Land. Le elezioni regionali di domenica 6 settembre non decidono soltanto la composizione del prossimo Landtag: rappresentano un test di grande rilievo per la Germania di Friedrich Merz e, più in generale, per la tenuta del sistema politico tedesco di fronte all'avanzata di Alternative für Deutschland (AfD). Il primo dato significativo è quello dell'affluenza. Alle 14 aveva votato il 54,4% degli aventi diritto, contro il 27,1% registrato alla stessa ora nelle regionali del 2021. Una partecipazione quasi raddoppiata che segnala quanto questa consultazione sia percepita come politicamente rilevante. Ma è soprattutto la possibile affermazione dell'AfD a rendere il voto della Sassonia-Anhalt un passaggio potenzialmente storico. I sondaggi della vigilia collocano...

Hormuz, el punto de ruptura de la guerra entre Estados Unidos e Irán

Hormuz, el punto de ruptura de la guerra entre Estados Unidos e Irán Por Paolo Falconio La guerra entre Estados Unidos e Irán está entrando en una fase en la que el problema ya no consiste únicamente en determinar quién golpea con mayor fuerza, sino en comprender hasta dónde puede llegar la escalada antes de transformarse en una crisis regional incontrolable. Las últimas noticias marcan un nuevo salto cualitativo. Las explosiones en la isla de Jark, uno de los principales terminales petrolíferos de Irán, informadas por los medios internacionales, adquieren un significado que va mucho más allá del objetivo militar inmediato. Atacar el área de Jark significa, en efecto, intervenir sobre uno de los principales nodos a través de los cuales Irán introduce en el mercado internacional una parte esencial de sus exportaciones energéticas. La guerra entra así directamente en la arquitectura energética global. Pero el verdadero centro de gravedad del conflicto sigue siendo el estrecho de Ormuz. A...

Hormuz, the Breaking Point of the War Between the United States and Iran

Hormuz, the Breaking Point of the War Between the United States and Iran By Paolo Falconio The war between the United States and Iran is entering a phase in which the issue is no longer simply determining who can strike harder, but understanding how far the escalation can go before it turns into an uncontrollable regional crisis. The latest reports mark a further escalation. The explosions on Kharg Island, one of Iran’s main oil terminals, reported by international media, carry implications that go far beyond the immediate military objective. Striking the Kharg area means targeting one of the key nodes through which Iran channels an essential share of its energy exports onto international markets. The war is therefore moving directly into the architecture of the global energy system. But the true center of gravity of the conflict remains the Strait of Hormuz. Here, the military and economic dimensions coincide. Hormuz is not simply a maritime passage: it is one of the principal arterie...

Hormuz, il punto di rottura della guerra tra Stati Uniti e Iran

Hormuz, il punto di rottura della guerra tra Stati Uniti e Iran Di Paolo Falconio La guerra tra Stati Uniti e Iran sta entrando in una fase nella quale il problema non è più soltanto stabilire chi colpisca più duramente, ma capire fino a dove possa spingersi l’escalation senza trasformarsi in una crisi regionale incontrollabile. Le ultime notizie segnano un ulteriore salto di qualità. Le esplosioni sull’isola di Kharg, uno dei principali terminali petroliferi iraniani, riportate dai media internazionali, assumono un significato che va ben oltre l’obiettivo militare immediato. Colpire l’area di Kharg significa infatti intervenire su uno dei nodi attraverso i quali l’Iran immette sul mercato internazionale una parte essenziale delle proprie esportazioni energetiche. La guerra entra così direttamente dentro l’architettura energetica globale. Ma il vero centro di gravità del conflitto rimane lo Stretto di Hormuz. Qui la dimensione militare e quella economica coincidono. Hormuz non è sempli...

Turkey, Saudi Arabia and Pakistan: The New Geometry of Security

Turkey, Saudi Arabia and Pakistan: The New Geometry of Security By Paolo Falconio The defense agreement between Turkey, Saudi Arabia and Pakistan does not represent merely the birth of a new military axis. It is the signal of a deeper transformation in the balance of the Middle East: the progressive search, by regional powers, for an autonomous deterrence capability, at a time when the traditional American guarantee appears less solid than it was in the past. The energy question is one of the elements explaining this evolution. For some time, the Gulf countries have been looking at the possibility of reducing their dependence on the Strait of Hormuz through new pipelines and alternative routes for oil exports. But these infrastructures require years to be built and, above all, do not eliminate strategic vulnerability: a pipeline remains physical infrastructure, exposed to missiles, drones, sabotage and kinetic operations. Energy security, therefore, cannot be entrusted exclusively to t...

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan: la nuova geometria della sicurezza

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan: la nuova geometria della sicurezza Di Paolo Falconio L’accordo di difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan non rappresenta soltanto la nascita di un nuovo asse militare. È il segnale di una trasformazione più profonda degli equilibri mediorientali: la progressiva ricerca, da parte delle potenze regionali, di una capacità autonoma di deterrenza, in un momento nel quale la tradizionale garanzia americana appare meno solida di quanto fosse in passato. La questione energetica è uno degli elementi che spiegano questa evoluzione. Da tempo i Paesi del Golfo guardano alla possibilità di ridurre la propria dipendenza dallo Stretto di Hormuz attraverso nuove pipeline e vie alternative per l’esportazione del petrolio. Ma queste infrastrutture richiedono anni per essere realizzate e, soprattutto, non eliminano la vulnerabilità strategica: una pipeline rimane un'infrastruttura fisica, esposta a missili, droni, sabotaggi e operazioni cinetiche. La sicurez...