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The Houthi Strategy

The Houthi Strategy By Paolo Falconio When we talk about the Houthis, the mind easily conjures images of guerrillas in flip-flops. It is a misleading image, and underestimating them would be a serious mistake. Behind an apparently rudimentary structure lies a political-military actor with combat capabilities, territorial control and, above all, a long-term strategic vision that few seem willing to acknowledge. The Houthis are neither a chaotic militia nor a simple Iranian proxy. Iran provides military and technological support, but the movement possesses its own agenda, rooted in identity, tribal and political claims that run deep through decades of conflictual relations with Riyadh. From the Treaty of Ta'if in 1934 to the Saudi intervention in the Yemeni transition of 2011-2012, the relationship between Saudi Arabia and Yemen has been a long competition for security and regional influence. It is this strategic autonomy that makes the Houthis a geopolitical actor to be considered s...

La strategia degli Houthi

La strategia degli Houthi Di Paolo Falconio Quando si parla degli Houthi, il pensiero corre facilmente a guerriglieri con l’infradito. È un’immagine fuorviante, e sottovalutarli sarebbe un errore grave. Dietro una struttura apparentemente rudimentale esiste un attore politico-militare con capacità di combattimento, controllo territoriale e, soprattutto, una visione strategica di lungo periodo che pochi sembrano disposti a riconoscere.  Gli Houthi non sono una milizia caotica né un semplice proxy iraniano. L’Iran fornisce sostegno militare e tecnologico, ma il movimento possiede una propria agenda, radicata in rivendicazioni identitarie, tribali e politiche che affondano le radici in decenni di rapporti conflittuali con Riyadh. Dal Trattato di Ta’if del 1934 fino all’intervento saudita nella transizione yemenita del 2011-2012, il rapporto tra Arabia Saudita e Yemen è una lunga competizione per la sicurezza e l’influenza regionale. È questa autonomia strategica a rendere gli Houthi u...

Saxony-Anhalt: The Vote Could Break the System

Saxony-Anhalt: The Vote Could Break the System By Paolo Falconio The result of the elections in Saxony-Anhalt cannot be read merely as yet another advance by Germany’s radical right. The 43.8% won by the AfD, with 39 seats out of 83, represents something more than an electoral victory: it is the manifestation of a profound fracture between a substantial part of society and the political system that claims to represent it. The CDU has collapsed to 17.2%, losing almost twenty percentage points, while voter turnout reached 77.8%, the highest level recorded in the state since 1989. The politically most significant aspect, however, is the composition of the AfD’s support. The radical right is no longer attracting only conservative, nationalist or eastern German voters, but is also penetrating social groups traditionally associated with the left and, above all, with social democracy. Among workers, the AfD reaches 59%, while the SPD stops at 6%; among employees, it reaches 46%, compared with...

Sassonia-Anhalt, il voto può rompere il sistema

Sassonia-Anhalt, il voto può rompere il sistema Di Paolo Falconio Il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt non può essere letto soltanto come l’ennesima avanzata della destra radicale tedesca. Il 43,8% ottenuto dall’AfD, con 39 seggi su 83, rappresenta qualcosa di più di una vittoria elettorale: è la manifestazione di una frattura profonda tra una parte consistente della società e il sistema politico che pretende di rappresentarla. La CDU crolla al 17,2%, perdendo quasi venti punti, mentre l’affluenza raggiunge il 77,8%, il livello più alto registrato nel Land dal 1989. Il dato politicamente più rilevante, tuttavia, è la composizione del consenso dell’AfD. La destra radicale non intercetta più soltanto il voto conservatore, nazionalista o orientale, ma penetra anche nei settori popolari tradizionalmente legati alla sinistra e, soprattutto, alla socialdemocrazia. Tra gli operai l’AfD arriva al 59%, mentre la SPD si ferma al 6%; tra gli impiegati raggiunge il 46%, contro l’8% della...

Saxony-Anhalt, the Vote That Could Reshape Germany’s Political Balance

Saxony-Anhalt, the Vote That Could Reshape Germany’s Political Balance By Paolo Falconio  The polls in Saxony-Anhalt have become the focus of attention far beyond the borders of this eastern German state. The regional election taking place today, Sunday, September 6, is not merely about the composition of the next Landtag. It is also a major test for Friedrich Merz’s government and, more broadly, for the resilience of Germany’s political system in the face of the rise of Alternative für Deutschland (AfD). The first significant indicator is voter turnout. By 2 p.m., 54.4% of eligible voters had already cast their ballots, compared with just 27.1% at the same time during the 2021 regional election. The near doubling of participation highlights the extent to which this election is being perceived as politically consequential. Yet it is the prospect of a strong AfD performance that makes the Saxony-Anhalt vote potentially historic. Polls conducted before the election put the party, led...

Sassonia-Anhalt, il voto che può cambiare gli equilibri della Germania

Sassonia-Anhalt, il voto che può cambiare gli equilibri della Germania Di Paolo Falconio  Le urne della Sassonia-Anhalt si trasformano oggi in un laboratorio politico destinato a essere osservato ben oltre i confini del Land. Le elezioni regionali di domenica 6 settembre non decidono soltanto la composizione del prossimo Landtag: rappresentano un test di grande rilievo per la Germania di Friedrich Merz e, più in generale, per la tenuta del sistema politico tedesco di fronte all'avanzata di Alternative für Deutschland (AfD). Il primo dato significativo è quello dell'affluenza. Alle 14 aveva votato il 54,4% degli aventi diritto, contro il 27,1% registrato alla stessa ora nelle regionali del 2021. Una partecipazione quasi raddoppiata che segnala quanto questa consultazione sia percepita come politicamente rilevante. Ma è soprattutto la possibile affermazione dell'AfD a rendere il voto della Sassonia-Anhalt un passaggio potenzialmente storico. I sondaggi della vigilia collocano...

Hormuz, el punto de ruptura de la guerra entre Estados Unidos e Irán

Hormuz, el punto de ruptura de la guerra entre Estados Unidos e Irán Por Paolo Falconio La guerra entre Estados Unidos e Irán está entrando en una fase en la que el problema ya no consiste únicamente en determinar quién golpea con mayor fuerza, sino en comprender hasta dónde puede llegar la escalada antes de transformarse en una crisis regional incontrolable. Las últimas noticias marcan un nuevo salto cualitativo. Las explosiones en la isla de Jark, uno de los principales terminales petrolíferos de Irán, informadas por los medios internacionales, adquieren un significado que va mucho más allá del objetivo militar inmediato. Atacar el área de Jark significa, en efecto, intervenir sobre uno de los principales nodos a través de los cuales Irán introduce en el mercado internacional una parte esencial de sus exportaciones energéticas. La guerra entra así directamente en la arquitectura energética global. Pero el verdadero centro de gravedad del conflicto sigue siendo el estrecho de Ormuz. A...