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I Due Vertici

 I Due Vertici Di Paolo Falconio A guardare le pagine dei giornali negli ultimi giorni l’ impressione che si ricava è di un mondo ormai multipolare dove la Cina gioca sempre più un ruolo determinate. In effetti alla corte celeste abbiamo visto un insolito Trump estremamente garbato e subito dopo un Putin ossequioso. Le cose però non sempre sono quel che sembrano. Ad esempio Trump è stato accolto dal Vice Presidente, figura formalmente seconda solo a Xi Jinping, ma in realtà priva di peso politico. Putin è stato accolto dal Ministro degli Esteri, Wang Yi, che in realtà è uno degli uomini più influenti del partito in quanto vero architetto della postura internazionale cinese. Come a dire con Washington si negozia, con Mosca si governa un’alleanza. Il vertice con Trump non ha tanto rilievo in termini economici. La promessa di acquisto di 200 Boeing in realtà è una diminuito dell’ iniziale promessa di acquisto di 500 veicoli (poi scesa a 250), tanto che il titolo perde 4 punti in bors...

Ucrania golpea Moscú. La erosión de la disuasión

Ucrania golpea Moscú. La erosión de la disuasión Por Paolo Falconio Ayer, más de 500 drones ucranianos atacaron en profundidad el territorio ruso, llegando hasta la capital y destruyendo —o al menos dañando— bloques de viviendas, fábricas de microchips e instalaciones de componentes. Los ataques ucranianos parecen ser más eficaces que nunca: drones de medio alcance atacan los sistemas rusos de defensa antiaérea, creando corredores que permiten a los drones de largo alcance golpear objetivos en profundidad. Nada nuevo desde el punto de vista táctico, salvo el hecho de que Ucrania ha cuadruplicado la producción de drones de medio alcance. Según los ucranianos, estas operaciones —y en particular las dirigidas contra las refinerías— han provocado una pérdida del 10% de la capacidad de refinación rusa. Ahora bien, si es cierto que la capacidad de refinación rusa ha disminuido, es necesario señalar que, según agencias internacionales occidentales, la crisis de Ormuz y el relajamiento de las ...

Ukraine Strikes Moscow. The Erosion of Deterrence

Ukraine Strikes Moscow. The Erosion of Deterrence By Paolo Falconio Yesterday, more than 500 Ukrainian drones struck deep inside Russian territory, reaching as far as the capital and destroying—or at least damaging—apartment buildings, chip factories, and component‑manufacturing facilities. Ukrainian attacks appear more effective than ever: medium‑range drones target Russian air‑defense systems, creating corridors that allow long‑range drones to hit targets in depth. Tactically, there is nothing new here, except for the fact that Ukraine has quadrupled its production of medium‑range drones. According to Ukrainian sources, these operations—particularly those against refineries—have caused a 10% loss in Russia’s refining capacity. Now, while it is true that Russian refining capacity has decreased, it must be noted that, according to Western international agencies, the Hormuz crisis and the loosening of U.S. sanctions could allow Russia to recoup four years of war expenditures within thre...

L’Ucraina colpisce Mosca. L’erosione della deterrenza

L’Ucraina colpisce Mosca. L’erosione della deterrenza Di Paolo Falconio Ieri oltre 500 droni ucraini hanno colpito in profondità il territorio russo, arrivando fino alla capitale e distruggendo o quantomeno danneggiando condomini, fabbriche di chip e impianti di componentistica. Gli attacchi ucraini sembrano essere più efficaci che mai: droni a medio raggio attaccano i sistemi di difesa antiaerea russi, creando corridoi che consentono ai droni a lungo raggio di colpire obiettivi in profondità. Nulla di nuovo in termini tattici, se non il fatto che l’Ucraina ha quadruplicato la produzione di droni a medio raggio. Queste operazioni, e in particolare quelle contro le raffinerie, secondo gli ucraini hanno causato una perdita del 10% della capacità di raffinazione russa. Ora, se è vero che la capacità di raffinazione russa è diminuita, è doveroso segnalare che, secondo agenzie internazionali occidentali, la crisi di Hormuz e l’allentamento delle sanzioni americane potrebbero consentire alla...

Attack on Iran: First Reflections

Attack on Iran: First Reflections By Paolo Falconio In recent years I have sought, with the tools at my disposal, to contribute to the understanding of geopolitics. I do not possess all the keys, but I know that some Italian academic courses make use of my material, and this encourages me to continue. This premise, perhaps inelegant, is necessary to justify a reflection on Iran that is dissonant with the enthusiastic tones I saw yesterday on our television networks. If one places oneself on the level of superstructure, the death of Khamenei may appear as a relief: a symbolic figure of an obscurantist regime disappears. But geopolitics does not feed on emotions; it feeds on power relations. It is structure, and it concerns survival. From Hans Morgenthau to Kenneth Waltz, what matters is not the moral legitimacy of actors but their capacity to survive within the anarchic international system. For this reason, popular jubilation—though understandable—finds no confirmation in strategic log...

Ataque a Irán: primeras reflexiones

Ataque a Irán: primeras reflexiones Por Paolo Falconio En los últimos años he intentado, con las herramientas a mi disposición, contribuir a la comprensión de la geopolítica. No poseo todas las claves, pero sé que algunos cursos académicos italianos utilizan mi material, y eso me anima a continuar. Esta premisa, quizá poco elegante, me sirve para justificar una reflexión sobre Irán que resulta disonante respecto a los tonos entusiastas que vi ayer en nuestras televisiones. Si uno se sitúa en el plano de la superestructura, la muerte de Khamenei puede parecer un alivio: desaparece una figura símbolo de un régimen oscurantista. Pero la geopolítica no se alimenta de emociones, sino de relaciones de poder. Es estructura y tiene que ver con la supervivencia. Desde Hans Morgenthau hasta Kenneth Waltz, lo que cuenta no es la legitimidad moral de los actores, sino su capacidad de sobrevivir en el sistema internacional anárquico. Por eso el júbilo popular, aunque comprensible, no encuentra resp...

Attacco all’ Iran: prime riflessioni

Attacco all’ Iran: prime riflessioni Di Paolo Falconio Negli ultimi anni ho cercato, con gli strumenti a mia disposizione, di contribuire alla comprensione della geopolitica. Non ne possiedo tutte le chiavi, ma so che alcuni corsi accademici italiani fanno uso del mio materiale, e questo mi incoraggia a continuare. Questa premessa, forse poco elegante, mi occorre per giustificare una riflessione sull’Iran distonica rispetto ai toni entusiastici che ho visto ieri sulle nostre televisioni. Se ci si colloca sul piano della sovrastruttura, la morte di Khamenei può apparire come un sollievo: scompare una figura simbolo di un regime oscurantista. Ma la geopolitica non si nutre di emozioni, bensì di rapporti di forza. È struttura e ha a che fare con la sopravvivenza. Da Hans Morgenthau a Kenneth Waltz, ciò che conta non è la legittimità morale degli attori ma la loro capacità di sopravvivere nel sistema anarchico internazionale. Per questo il giubilo popolare, pur comprensibile, non trova r...