L’acqua, i diritti e il prezzo della guerra
L’acqua, i diritti e il prezzo della guerra Di Paolo Falconio Nel sud dell’Iran, tra le macerie lasciate dagli ultimi bombardamenti statunitensi, è rimasto in piedi un solo muro. Su quel muro si legge ancora una frase: «L'acqua è il battito della vita, non rallentiamola». Attorno, invece, resta ben poco dei serbatoi di stoccaggio che fornivano acqua potabile a oltre ventimila persone. A centrare l’ obiettivo è stata una bomba a guida laser. Colpiti anche due impianti di desalinizzazione. La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre la dimensione militare. In una regione dove le temperature superano i 38 gradi all’ombra e possono raggiungere livelli ben più elevati durante l’estate, l’acqua non rappresenta soltanto un servizio pubblico: è una condizione essenziale di sopravvivenza. Distruggerla non è un danno collaterale neutro. È una scelta con conseguenze dirette, misurabili, su popolazioni civili che non hanno voce in capitolo nelle decisioni che determinano il loro destino. ...